domenica, aprile 16, 2006

Rinascita.

E' questo il significato della parola Pasqua, quindi l'augurio che faccio a tutti quelli che hanno la bontà e la pazienza di leggere le mie elucubrazioni mentali, è di rinascere in uno spirito di pace, amore e concordia con i loro cari.

Alla classe politica, allo stesso modo, auguro di saper trovare la strada, non facile, per il bene del paese in cui viviamo. Intanto continuino a contare bene i voti.

Che quelli di loro più dotati di senso dello Stato e di senso di responsabilità, si adoperino affinchè in Italia si possa crescere tutti e ad eliminare le, pur residue, sacche di povertà e di emarginazione sociale che danno asilo ai facinorosi (della politica e della strada) ed adito ai "parlazzi", attraverso provvedimenti mirati effettivamente al bene sociale e non ad alcune lobby imprenditoriali o mediatiche.

Che quelli di loro meno dotati di senso dello Stato e quindi di rispetto per i loro stessi elettori ed allo stesso modo privi di senso di responsabilità, facciano un passo indietro (prima che glielo facciano fare forzosamente i loro compagni di avventura) e si dedichino ad altro con grande fortuna e ritorni economici personali.

Alla classe imprenditoriale (o a quello che ne rimane) auguro una rinascita diversa. Una rinascita mentale che gli faccia ricordare che essere imprenditori non vuol dire associarsi clandestinamente per aver favori da questo o da quell'altro potere, come hanno fatto i FURBETTI del quartierino e del Botteghino. Una rinascita mentale che li porti a specchiarsi la mattina ed a ricordare improvvisamente che sono loro a dover creare dal nulla i nuovi business, ad inventare nuove aree di sviluppo e di crescita attraverso l'impegno nel lavoro e non nei salotti bene. Attraverso la condivisione dei progetti dei giovani laureati, creativi, ingegneri, ricercatori Italiani.

Gli Italiani sono il popolo più creativo e geniale del pianeta terra, come ho potuto constatare di persona nei miei tanti viaggi. Nessun altro sa trovare l'idea vincente, come fanno gli Italiani, anche nelle iniziative più banali e quotidiane.

I giovani Italiani che studiano oggi, non meritano pertanto, un futuro di aziende basate, cresciute e consolidate su logiche clientelari, o peggio parastatali. Non meritano di aver come esempio nobili (si fa per dire) rampolli di famiglie oligarchiche che da decenni sfruttano l'Italia con il consenso della politica vecchio stile.

Meritano grande rispetto ed opportunità di lavoro e sviluppo vere, basate sul nostro DNA Italiano, geniale e concreto. Non sul mercimonio bizantino a cui assistiamo da troppo tempo.

Come ho scritto nel titolo del mio BLOG......perchè non siamo proprio da buttare!

Buona Pasqua.

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