mercoledì, dicembre 05, 2007

C'azzecca!!!!!

Antonio Di Pietro si è accorto che qualcosa non va:

(Asca) - 'Quello che piu' colpisce nelle vicende legate ai magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo e' che sono state oscurate completamente le inchieste che stavano conducendo. Di Why Not e di Unipol non parla piu' nessuno. Stiamo andando oltre alla metafora del dito che indica la luna. Qui hanno fatto scomparire direttamente la luna e ci hanno lasciato solo il dito da guardare'. Lo scrive Antonio Di Pietro, leader dell'Idv e ministro per le Infrastrutture, sul suo blog.

'Ho, come sempre - prosegue Di Pietro -, il massimo rispetto per le decisioni prese dagli organi della magistratura, ma anche il legittimo sospetto che ci sia un'influenza da parte della politica nell'accanimento verso due magistrati scomodi. Il problema non e' piu' soltanto giudiziario, e' soprattutto politico. Ai cittadini ormai non interessa sapere per via giudiziaria se dei politici sono colpevoli di qualche reato, per i cittadini l'allontanamento dei magistrati che indagavano su di loro e' di per se' un'ammissione della colpevolezza dei politici e l'ennesima affermazione dell'utilizzo di due pesi e due misure tra eletti e elettori. L'opinione pubblica ha la certezza che gli eletti non si possono processare'.
'Va francamente ammesso - conclude Di Pietro - che la gestione dei casi De Magistris e Forleo, foss'anche ineccepibile dal punto di vista formale, e' una grave sconfitta politica di cui dovremo pagare le conseguenze'.


Mi complimento quindi con lui per la coerenza politica che continua a dimostrare rimanendo nel Governo.

lunedì, dicembre 03, 2007

Una carta di plastica ci seppellirà!

C'è un altro rischio che incombe su tutti noi, sulle nostre tasche: altro che mutui subprime. Le Carte di Credito Revolving, la facilità di accesso al micro credito, e l'illusione di poter pagare tutto a rate.

Proprio oggi, accanto a me ho sentito un ragazzo raccontare che paga la palestra a rate. E molta gente negli ultimi anni si è indebitata per comprare di tutto (superfluo naturalmente).


Telefonini, televisori, abiti, vacanze, trattamenti di bellezza e chi più ne ha più ne metta.

Di questa manìa e dei rischi che comporta ne parla, molto meglio di me, REPUBBLICA da cui è tratto questo pezzo.






Eugenio Occorsio per “Affari & Finanza” de “la Repubblica”

L’ennesima bomba ad orologeria è innescata nei bilanci delle banche americane. L’hanno scoperta analisti e investigative reporter finanziari e hanno lanciato l’allarme: i debiti accumulati dai consumatori sulle carte di credito non saldate, hanno superato i livelli di guardia. Oggi sono pari a 915 miliardi di dollari, una somma stratosferica, più del doppio dei famigerati mutui subprime, e identico è l’effetto domino che possono attivare: le banche, si è scoperto adesso, usano rivendere interi blocchi anche di questi crediti a finanziarie specializzate, che li impacchettano e li trasformano in titoli che mettono sul mercato. Il rischio si disperde, si moltiplica, diventa irrintracciabile. Stessa identica procedura insomma dei mutui, ed effetti devastanti a catena che stavolta possono essere ancora peggiori: se i mutui bene o male sono supportati da una garanzia reale (la casa) e spesso sono anche assicurati da qualche agenzia federale, qui sono prestiti secchi e non garantiti in alcun modo. Anzi, per una perversione tutta americana, accade sistematicamente che al momento di aprire una carta di credito, l’unica cosa che ti chiede la banca è: avete una credit history? Il fatto di avere altri debiti in essere, costituisce esso stesso una garanzia.Sono le cosiddette carte revolving, che si stanno affacciando ora anche in Italia: passato un mese di acquisti senza controlli, la banca manda a casa l’estratto conto per il saldo. Se non si paga, si accede automaticamente ad una sorta di fido, che può essere rinnovato di mese in mese. In America, dove il fenomeno ha assunto le proporzioni che si diceva (che crescono di giorno in giorno con un’accelerazione esponenziale), il più delle volte per pagare il conto delle carte revolving si prendono in prestito altri soldi dalla stessa o più spesso da un’altra banca. In questo caso si usa il meccanismo dell’home equity: dato che il valore della casa in cui si abita (e per la quale si paga già un mutuo, subprime o prime che sia) è aumentato, si chiede un rifinanziamento del mutuo stesso. Con i soldi così ottenuti, si paga il conto della carta revolving. E così via. Perché il giochetto funzionasse ovviamente bisognava che si possedesse una casa, e poi che il valore di questa aumentasse continuamente: ma dato che la situazione come tutti sanno è cambiata (ultimi dati della settimana scorsa: vendite in ribasso del 13% e prezzi del 4,9% su un anno fa), ecco che tutto il diabolico meccanismo si è bloccato. Ora la tensione accumulata potrebbe scoppiare da un momento all’altro nelle mani delle banche. Il numero e l’entità delle delinquency, cioè dei debiti sulle carte non saldati, sta aumentando vertiginosamente, e altrettanto i fallimenti individuali. Gli allarmi si moltiplicano.Le banche si difendono come possono. Intanto cominciano ad accantonare riserve esplicitamente per questi crediti: l’ha già fatto Citigroup per 2 miliardi di dollari (che si aggiungono a tutte le perdite di questi mesi per le vicende analoghe), per poco meno lo sta per fare la Bank of America, l’ha fatto ovviamente l’American Express che trema perché di carte di credito vive e quindi ha aumentato del 44% le sue riserve per eventuali perdite. Le banche hanno poi aumentato il tasso su questi che diventano prestiti anomali: come ha reso noto la Federal Reserve, nel 2005 la media era del 12,51% annuo, nel 2006 del 13,21, nel giugno di quest’anno del 13,46, oggi è schizzata al 15-16%. Si parla di medie, ma andando ad analizzare caso per caso si trovano tassi molto superiori (fino ad un incredibile 27% per i ritardati pagamenti più gravi). Altra misura: si sta riducendo il numero dei mesi per i quali è possibile posticipare il saldo. Prima era in media di 15-17, ora si è dimezzato e anche meno. Ancora: le offerte di lancio con cui si "vendono" le carte a clienti potenzialmente interessanti erano tipicamente di dodici mesi a zero interessi. Ora se va bene sono di tre mesi all’1,9%, come ha rilevato il sito specializzato cardRatings.com.




I primi a cadere sono i più deboli. Business Week ha raccolto la settimana scorsa in un servizio di copertina le storie agghiaccianti di chi, essendo troppo povero per potersi permettere un’assicurazione sanitaria e troppo "ricco" per accedere ai programmi di sicurezza sociale, per pagarsi le spese mediche non ha altra via che aprirsi un fido con la carta revolving. Visto che stiamo parlando di 47 milioni di persone, più altri 16 milioni per i quali l’assicurazione non dà una copertura adeguata (con franchigie fino a 10mila dollari), una popolazione pari a quella italiana, le banche e le finanziarie avevano scoperto un’altra via per fare affari d’oro. Così hanno creato altrettante linee di carte revolving espressamente pensate per i debiti sanitari. Hanno nomi confortanti come CareCredit o Help (che però è un acronimo e sta per Hospital Expense Loan Program), ma in realtà sono tagliole micidiali. Si calcola che circa la metà del debito complessivo da carte di credito, i 915 miliardi di cui si parlava all’inizio, sia stato generato in questo modo. Le storie si somigliano tutte: famiglie distrutte, chi si è dovuto vendere la casa e vive in un camper, chi è inseguito da rate di 15-20mila dollari che crescono ameboicamente ma intanto è disoccupato. E i tassi applicati arrivano con la massima indifferenza al 15-20%. Come in casi analoghi, quello che colpisce è la rapidità con cui questi tassi aumentano, tanto più perché tutta la corsa ai debiti era cominciata pochissimi anni fa, fra il 2001 (anno della crisi post-attentato di New York) e il 2004, quando i tassi erano bassissimi e quindi si è stimolato oltre ogni immaginazione l’indebitamento individuale.Il caso della sanità è il più complesso perché gli ospedali, che conoscono ovviamente la situazione della maggior parte dei loro concittadini, a questo punto hanno quasi tutti adottato la seguente tattica: per chi paga cash senza batter ciglio (sia esso il paziente o l’assicurazione) fanno sconti anche del 20-25%. Altrimenti girano senza esitazioni (entro due-tre giorni) il loro credito a una finanziaria specializzata, sia essa emanazione di una banca (o anche di una grossa azienda come per esempio la General Electric che ha una branch specializzata) oppure ancora una società nata espressamente per questo business. In ogni caso, la finanziaria si accolla il credito pagando l’80-85% di quanto dovrebbe avere l’ospedale, che ha fretta di liberarsene perché ha urgente bisogno di contanti visti gli alti costi di medici, infermieri, farmaci, e accetta di rimetterci quel 15-20%. A quel punto inizia il martellamento nei confronti del malcapitato, sia che questi sia inconsapevole sia che invece abbia aperto volontariamente al momento del ricovero un conto con una delle carte revolving di cui si diceva.I debiti della sanità finiscono nello stesso calderone dei debiti accesi per comprarsi l’auto (curiosamente qui i finanziamenti sono più generosi e i tassi si mantengono sul 78%), lo stereo, il frigorifero, la motofalciatrice. Così, in questo balletto di crediti, miliardi e tassi d’interesse stellari, nascono, proprio come per i mutui subprime, i famosi pacchetti "strutturati" che s’incanalano nei mille rivoli della finanza globale.Attonite di fronte al dilagare della crisi debitoria, le autorità federali, dal presidente Bush alla Federal Reserve, stanno concordando con le grandi banche le misure d’intervento. Già se ne parlava al momento dei subprime, e se n’è tornato a parlare con maggior urgenza in questi giorni, ma è quasi pronto un primo fondo misto banche-amministrazione di almeno 100 miliardi di dollari per tamponare le perdite. Poi le stesse autorità hanno avviato una partita ancora più delicata: l’opera di convincimento (e di aiuto concreto) perché proprio le stesse grandi banche rilevino le finanziarie più azzardose e più esposte. L’ha fatto la settimana scorsa la Hsbc rilevando la Cullinan Finance, che ha 37 miliardi di crediti strutturati a rischio, l’ha fatto la BankAmerica con la vacillante Countrywide per ben 2 miliardi. E sicuramente si andrà avanti per questa strada. A meno che non siano esse stesse, le grandi banche, a fallire.

giovedì, novembre 01, 2007

Un altro fiore strappato

L'appello di Veltroni è tardivo, ipocrita e colpevole. Sono le parole scontate e studiate di un professionista della politica che fino a ieri si è occupato unicamente della Festa del Cinema, delle Notti Bianche, del look di Roma, senza preoccuparsi della qualità della vita e delle legittime aspettative di sicurezza degli abitanti, delle famiglie che ci vivono.

Nulla potrà cancellare quanto è successo ieri e solo dopo che è successo anche il Governo ha deciso improvvisamente di fare un DECRETO LEGGE (fino a ieri era un Disegno di Legge). Ieri sera tardi, sull'onda dell'indignazione popolare, anche i Comunisti che siedono nel Consiglio dei Ministri hanno dovuto abbozzare e concedere una prima serie di misure più restrittive nei confronti degli adorati clandestini. Ma quanto accaduto è solo un sintomo di qualcosa di più grande ed inquitante.

Giovanna Reggiani lotta per non morire e mi auguro con tutto il cuore che possa cavarsela grazie ad un miracolo, ma in ogni caso non sarà più la stessa persona. La colpa di quanto accaduto è della situazione generale della città di Roma e di come essa sia stata progressivamente snaturata ed invasa da orde di barbari, (sì BARBARI) grazie al permissivismo dei suoi amministratori, prima Rutelli e poi Veltroni. Non è solo colpa del degrado di un quartiere o di una baraccopoli vicino a una stazione. Di realtà come quella ce ne sono decine in ogni quartiere di ROMA.

Permettere che decine di migliaia di disperati vivano stabilmente in quel modo ed anzi stanziare MILIONI DI EURO, dei nostri euro, per aiutarli a stare lì e continuare a derubarci e ad aggredirci è la grande colpa dei Sindaci Ulivisti, Progressisti, Democratici di Roma degli ultimi 14 anni. Dal 1993 siamo sotto il giogo di questo duo che non ha fatto nulla per la nostra sicurezza. E' tempo di cambiare. E' tempo che anche chi ha idee di sinistra, ma è libero ideologicamente, riconosca il fallimento di questa amministrazione.

I CAMPI NOMADI per definizione dovrebbero essere abitati da nomadi cioè da gente che va e viene in giro per l'Europa e non da gente che è stanziale. Se sei stanziale, cioè fisso in un posto, non sei nomade. Se non lavori, non hai un reddito quindi sei costretto a delinquere per sopravvivere.

Un Sindaco degno di tale carica avrebbe dovuto provvedere anni fa, non indignarsi oggi quando i cocci sono già rotti. Questo atteggiamento è figlio della Cultura della Solidarietà che Veltroni e quelli come lui stanno progressivamente cercando di imporre con l'aiuto di alcuni mezzi di informazione.

E' inutile, ad esempio, che Costanzo dica che anche noi Italiani siamo stati emigranti e che quindi ora dobbiamo essere ospitali con loro come è stato fatto allora nei nostri confronti. Erano altri tempi caro cicciobaffo e quando siamo emigrati in Argentina e negli USA siamo andati a lavorare duramente, a costruire e progredire insieme a quei popoli, non a rubare e stuprare le loro donne.

Questa sottocultura, quella della falsa solidarietà che sta rovinando questo paese, in realta è il frutto di un preciso disegno sovversivo di lungo termine destinato a cambiare il nostro paese e farlo diventare una babele multietnica dove, fra decenni, gli gnomi politici della sinistra potranno Governare indisturbati, forti dei voti di milioni di ex profughi divenuti cittadini italiani.
Il piano è semplice: non abbiamo la maggioranza dei voti? Importiamoli.

Veltroni ed i suoi amici ci stanno riuscendo sulla nostra pelle e con i nostri soldi, quelli delle tasse che paghiamo: FERMIAMOLI

martedì, ottobre 30, 2007

Lazialità

Ci voleva un'altro scandalo del calcio per farmi tornare a scrivere.
Ed eccolo qui: l'allenatore della Lazio (Delio Rossi) che il 17 aprile 2006, alla vigilia della gara contro il Lecce chiede al suo Presidente (Claudio Lotito) di far pressioni sul Lecce perchè giochi piano, "ammorbidito" sono le sue esatte parole.

ASCOLTA LOTITO E ROSSI INTERCETTATI
http://roma.repubblica.it/multimedia/home/1245123

Se vivessimo in un paese civile e non in questo, che ha dimenticato troppo presto lo scandalo Calciopoli (anche grazie ad una vittoria Mondiale), dove i responsabili degli episodi di malgoverno sono stati rimessi al loro posto ed in cui Luciano Moggi si permette di dire in TV che Collina dovrebbe dimettersi, mi aspetterei che la squadra in questione fosse penalizzata di almeno 20 punti.

Aspetto fiducioso...... comunque.

FOTO E LINK DA: www.repubblica.it

mercoledì, luglio 18, 2007

Parco Buoi

Noi Italiani siamo un popolo di buoi. Bestie da cui si trae carne ottima, chianina direi (chiedo conforto a Devid il Buttero Cornetano); belle fette saporite alte tre dita.
E' la dura conclusione a cui sono arrivato riflettendo sul perchè non scrivo più così spesso.

E' vero che il mio lavoro è triplicato rispetto allo scorso anno ma è anche vero che, in un certo senso, mi sono disamorato e quasi rassegnato. Per carità la mia non era una missione rivolta al bene popolare (anche perchè ho poco da insegnare e tanto da ascoltare) ma almeno ero intenzionato ad aprire un dialogo, un confronto, con gli amici, i conoscenti, le persone che frequento occasionalmente o per lavoro e che avevano modo di leggere quanto scrivevo.

Scrivere di politica, incidentalmente, o di problemi sociali pratici, può essere anche controproducente se si ferisce anche involontariamente chi pensa in modo diametralmente opposto a me. Però ne vale la pena se si solleva una discussione, un confronto leale.

Mi accorgo però che negli italiani del 2007 c'è una disaffezione totale per la politica (anche se si scontra con la maniacale ricerca di sicurezza sociale) che a mio avviso deriva dalla cattiva azione dell'attuale Governo. Purtroppo, come in molti avevano previsto, la coalizione che sostiene l'attuale maggioranza è troppo frammentata e disomogenea per poter portare a termine le riforme importanti che il paese necessita ed i provvedimenti urgenti relativi alla sicurezza.

Inoltre la pressione mediatica (serva del potere politico-economico) funge da anestetico sulla massa attovagliata al cospetto del plasma da 40" e finisce col bloccare il pensiero razionale del singolo e incanalare il pensiero su "strade" preconcette pianificate a tavolino da strateghi della comunicazione come Costanzo, che ha il grande merito di averci regalato Costantino, Buona Domenica, la De Filippi con i suoi AMICI (e tutto ciò che ha seguito) e così, da capo famiglia ti ritrovi capo mandriano in un nanosecondo. Sei nel branco di bestie pronte per il macello perchè intorno a te il personaggio più fotografato e ammirato non è Rita Levi Montalcini ma Loredana Lecciso.


Viviamo in un'epoca (ed in una città) sconcertanti, senza più diritti per i cittadini onesti e sempre più garanzie per chi se ne infischia delle leggi a tutti i livelli. Quindi la fanno franca TUTTI coloro che delinquono, dallo lo zingaro che ruba la borsa, al ministro che ruba (magari in Borsa).

Chi invece tenta con la buona volontà e l'impegno quotidiano di risparmiare denaro e mettere via qualche soldo per comprarsi una casa o per pagare il mutuo, vede infrangersi i suoi sogni di stabilità e benessere sui cassonetti stracolmi e maleodoranti, o le schiere di accattoni in ogni angolo della città, le auto parcheggiate in ogni fantasioso modo possibile in seconda e tripla fila, i marciapiedi pieni di vu cumprà o di escrementi di cane, le strade piene di buche che neanche nella striscia di Gaza, sulle quali ogni giorno rischiamo la pelle e via dicendo....... altro che NOTTI BIANCHE! Questi sono giorni oscuri. Il molliccio e Pilatesco Sindaco di Roma ha creato le notti bianche perchè se si facesse la stessa cosa di giorno il Mondo intero vedrebbe come ha ridotto il centro di Roma. Un SUK accanto a Chinatown e Campi Nomadi fra i più grandi d'Europa pagati con le tasche dei contribuenti Romani i cui abitanti di giorno mandano i loro bambini a mendicare e a borseggiare i turisti e di notte rubano le auto (ancora da pagare a rate) o negli appartamenti (con il mutuo di cui sopra). Questo è il risultato di 15 anni di buonismo e di politiche di accoglienza e solidarietà fortemente volute dalla sinistra: l'aver creato i nuovi poveri, anzi l'aver importato i nuovi poveri. Sarò anche di parte e non lo nego ma questa è una verità inconfutabile, per tutti noi purtroppo.


martedì, giugno 26, 2007

HINA


Daniela Santanchè scrive un appello, pubblicato su alcuni giornali. Lo riporto integralmente perchè, politica a parte, lo condivido dalla prima all'ultima riga.

Non so quante immigrate riusciranno ad attraversare l’Italia, con mille sacrifici, per ritrovarsi tutte insieme la mattina del 28 giugno davanti alle porte del Tribunale di Brescia. Quello che so fin d’ora è che se ne staranno lì ad aspettare, con la dignità e la compostezza di sempre, la decisione di un’altra donna, il giudice delle udienze preliminari Silvia Milesi. Nella prima udienza del processo agli assassini di Hina Salem, il magistrato dovrà stabilire infatti se accettare o meno la costituzione di parte civile della più importante associazione dell’immigrazione femminile di fede mussulmana. Se riconoscere o meno il principio che un’associazione che mi ha conferito la delega a rappresentarla e ha la sua ragione principale nella tutela dell’incolumità fisica e psicologica delle immigrate possa essere ammessa in giudizio in un processo di violenza consumata su una di loro. Nel nome di una solidarietà tra donne che va al di là delle distinzioni di religione, di nazionalità o di razza.
È una decisione storica quella che ha davanti a sé il Tribunale di Brescia. Senza precedenti sul piano legale ma destinata a costituire, come sottolinea Loredana Gemelli, avvocato del fidanzato italiano di Hina, un importante punto di riferimento nel processo di emancipazione delle donne mussulmane del nostro paese. Hina Salem aveva 22 anni, era pakistana e voleva decidere liberamente della propria vita e del proprio futuro: glielo hanno impedito a colpi di pugnale gli uomini della sua famiglia e poi l’hanno seppellita nel giardino di casa con la testa rivolta verso la Mecca perché la sua esecuzione fosse d’esempio a chi osava ribellarsi alle leggi islamiche. È l’ultima di una lunga serie di vittime di una barbarie perpetrata in nome della religione e dell’Islam: qualcuna sgozzata come Hina, qualcuna buttata giù dalla finestra, altre massacrate a bastonate, altre ancora, le più fortunate, finite in ospedale con il corpo pieno di lividi e fratture.

Da troppo tempo le nostre immigrate attendono da noi un segnale di comprensione e di aiuto. Da troppo anni si illudono che qualcuno si accorga della loro presenza e faccia qualcosa per restituire loro dignità e diritti rubati, offrire istruzione e autonomia economica, protezione sociale e tutela giuridica. Se il problema dell’Islam in Europa è il fondamentalismo islamico, le donne dell’immigrazione, si dice, sono la migliore risposta a quel problema, le madri di quegli immigrati di seconda o terza generazione chiamati a dare un senso compiuto alla parola integrazione.

Alle loro domande noi non abbiamo mai risposto, anzi abbiamo un governo che si industria scrupolosamente per ignorarle o rimuoverle: non c’è un solo provvedimento, non c’è una sola legge che sia andata a sostegno delle loro richieste. Mentre moschee e scuole coraniche si moltiplicano su tutto il territorio nazionale, fuori dal controllo dello Stato ma nella piena sudditanza degli estremisti che le occupano. Mentre la Consulta islamica, ideata per dettare regole e valori ai fanatici dell’Islam, è poco più che un fantasma che si aggira per le stanze del Viminale accompagnata dai sorrisi di scherno dei predicatori dell’odio e della sottomissione femminile che ne fanno parte. E mentre donne coraggiose che si battono per l’emancipazione femminile, ogni giorno vengono ridotte al silenzio. Con qualsiasi mezzo.

Per questo tante immigrate si sono date appuntamento a Brescia giovedì mattina, senza clamori e senza frastuono, come è nel loro carattere. Attendono che un’altra donna, una donna con la toga, finalmente dica loro: “questo Tribunale stabilisce che non siete più invisibili. Vi riconosce il diritto di parlare e dire le vostre ragioni. Il diritto di esistere”. Un piccolo passo per le procedure di legge ma un grande balzo in avanti per la coscienza civile di tutti noi .

giovedì, maggio 31, 2007

Il Gatto morto

Il Governo esce con le ossa frantumate dalle amministrative (D'Alema lo sapeva e ha messo le mani avanti parlando di crisi della politica ma la crisi è solo a sinistra) ed il Partito democratico si sfascia prima di essere costituito. Fra pochi giorni al Senato lo stesso Governicchio potrebbe essere impallinato sull' "Affaire Visco" ed ecco che spunta LUI. Il Gatto morto, Walter Veltroni, sindaco de noantri. Giancarlo Perna, illustre penna, ne traccia un ritratto che resterà nella storia del Giornalismo. Lo riporto integralmente.



Giancarlo Perna per “il Giornale”

Nessun romano è soddisfatto per come si vive a Roma. Ma in tanti amano il sindaco Walter Veltroni che non sa amministrare la città. È il miracolo di questo cinquantunenne ds che a furia di moine ha turlupinato tre milioni di allocchi. Con dosi da cavallo di languide omelie, ha sovrapposto la sua immagine amabile a quella della città invivibile. Ha fatto come certe fanciulle furbe che coprono con le giarrettiere rosa i ponfi della cellulite.
Walter è un tipo che cerca accordi orbiterracquei. La sua giunta raggruppa una miriade di partiti, dai vetero dc a Rifondazione comunista. Fosse per lui, ci sarebbe posto anche per la destra. Ma per dare retta a tutti, si condanna all’immobilità. Così, per coprire il vuoto, scrive teneri romanzi, tiene corsi di politica ecumenica, taglia nastri in Africa, educa le scolaresche al bene accompagnandole nei lager nazisti.
La capitale intanto schianta. Sommersa da caos e sporchezza. Walter assiste inerte. Mentre i romani si napoletanizzano a vista d’occhio, i vigili li chiudono entrambi. Tutti liberi di guidare chiacchierando al cellulare, attaccarsi al clacson, gettare i rifiuti per strada, lasciare sul marciapiede i bisogni del cane, scivolarci sopra rovinosamente e aspettare invano l’autoambulanza. L’insieme, passa per «buonismo» veltroniano, quasi una filosofia. Invece, è solo frutto d’impotenza.
Rifondazione è tra i più stretti alleati di Walter. Tra i consiglieri comunali di Rc c’è Nunzio D’Erme, che sparse letame davanti all’ufficio di Silvio Berlusconi premier. Invece di cacciarlo, Walter se l’è tenuto. La conseguenza è che se un tuo consigliere getta guano, non puoi poi vietare a un cittadino di fare la pipì al primo semaforo. E la Roma multietnica è piena di gente così.
D’Erme è una colonna del veltronismo e un caso a sé. In origine era un maestro di nuoto. Divenuto allergico al cloro delle piscine, traslocò in politica. Ha fondato Action, gruppo di sciamannati che occupa case. Compiono illegalità ogni settimana e a Roma non ci bada più nessuno. I Tg locali ne danno distratta notizia tra le varie e eventuali. Sono anche questi i veleni del veltronismo che corrompono la città.
Svitato com’è, D’Erme ha fatto arrabbiare perfino Walter. Un giorno si sporse dalla finestra del Campidoglio e, di punto in bianco, cominciò ad arringare i passanti sul bisogno di case. Il sindaco lo tirò dentro e gli disse severo: «Non puoi infastidire così». E l’altro, romanescamente: «Sti c...zi che do fastidio. Fatti li c... tuoi». Veltroni avrebbe dovuto prenderlo a pedate. Invece, inghiottì, prigioniero del suo modello di governo improntato al volemose bene. Testardaggine che gli impedisce di fare il sindaco in favore della città, anziché per la propria ribalta soltanto.
D’Erme è anche il ponte tra Walter e i no-global: centomila voti, tra annessi e connessi. È la ragione per cui Roma è diventata la capitale pure dei centri sociali. Ce ne sono almeno 30, lautamente foraggiati dal Comune. Quando un paio di anni fa il governo Berlusconi fece qualche taglio agli enti locali, Walter drammatizzò: «Saremo costretti a spegnere 25mila lampioni».
Poi però, aumentò le sovvenzioni ai no-global rifondaroli, pure essendo quello di Roma il municipio più indebitato d’Italia: 14mila miliardi di vecchie lire. Quest’anno ha fatto di peggio. Senza un lamento, ha accettato i grossi tagli alle città decisi dalla Finanziaria di Prodi. E, senza una parola, Roma e la Regione Lazio hanno aumentato del cento per cento le tasse locali.
Tutte le corbellerie di Veltroni nascono dall’eccesso di buoni rapporti personali che ha con tutti. Se vuole, come ogni tanto prova, a spostare un campo nomadi dei più di cento sparsi per Roma, saltano su i suoi amici preti. Lo ammonisce la Caritas, minaccia di voltargli le spalle la Comunità di Sant’Egidio, fanno appello al suo buon cuore le parrocchie. Il sindaco si tira indietro e i nomadi dilagano. Scippano, svaligiano e ai semafori si intrufolano col busto in macchina per pretendere l’elemosina.
I soli romani che se la godono sono i costruttori edili. Con Veltroni hanno avuto carta bianca. Messi a tacere quelli di Rifondazione e i verdi di Paolo Cento con le prebende ai no-global, Walter ha dato il via libera a nuove strade, quartieri e grattacieli. Anche questo è il veltronismo: un colpo al cerchio dei centri sociali, uno alla botte del grande capitale capitolino e gli opposti convivono sereni all’ombra benedicente del sindaco buono.
L’effetto, sono le sviolinate al primo cittadino di giornali e tv romani di proprietà dei palazzinari. Non solo lo osanna “Il Messaggero” di Caltagirone che è di centrosinistra, ma anche “Il Tempo” di Bonifaci che è di centrodestra. Al coro si uniscono, per affinità politica, le pagine romane del “Corsera” e della “Repubblica”. Questo, dunque, è il sistema Veltroni, a Roma, ed è con questa corte di adoratori che Walter si candida alla guida del Pd, sua suprema aspirazione per un rientro sulla scena nazionale.
Niente lasciava pensare in fanciullezza che Walter fosse destinato in alto. Invece ha messo a frutto ogni occasione e quatto quatto ce l’ha fatta. A un anno era già orfano del papà, Vittorio, che morì di un tumore a 38 anni. Fu il primo direttore di telegiornale della nascente tv. Era un dc molto legato a Ettore Bernabei, che della Rai fu il padrone per un ventennio. Walter cita volentieri un passo, in cui Leopardi sostiene che molti grandi uomini sono rimasti orfani da piccoli.
Dunque, ne ha fatto un trampolino di lancio. Morto il marito, la mamma di origine slovena, Yvanka Kotnik, fu assunta dalla Rai nel settore musicale. Walter ne profittò per farsi una cultura discografica che gli è poi servita per allacciare rapporti con una tribù di cantanti e per eleganti citazioni nei suoi discorsi. La Rai è sempre rimasta in cima ai suoi pensieri ed è tuttora un suo feudo politico e di affetti.
A scuola, fu un somarello. Respinto in IV ginnasio al Tasso, noto liceo della sinistra romana, emigrò in un istituto di periferia. Questa breve e ingloriosa permanenza non gli ha impedito di scrivere i suoi ricordi sul Tasso in un libro compilato da ex studenti illustri. La nuova scuola era la Cine tv, per aspiranti cineasti. Qui, si è diplomato cineoperatore. Anche di questo titolo modesto ha fatto un punto di forza. Oggi, sembra che il cinema lo abbia inventato lui.
Sulla base di quest’unica competenza - all’università non si è neppure iscritto - divenne nel '96 il primo ministro della Cultura nella storia d’Italia. Quando diresse “l’Unità”, fu il primo ad allegare a un quotidiano i film in cassette. Da sindaco, l’anno scorso, ha istituito il festival cinematografico romano. Come il norcino col maiale, Walter non butta via nulla delle sue pur striminzite esperienze. È la sua qualità di fondo. L’altra è una prudenza al cubo. Cominciò a esercitarla a undici anni quando respinse una ragazzina che stava per dargli un bacio perché - spiegò in un’intervista - «mi sembrava disdicevole dal punto di vista igienico».
Fondamentale per la sua formazione è stato il fratello Valerio, maggiore di sei anni. Era l’intelligente di casa, ma di un’intelligenza distorta. Fu infatti Valerio a avvicinare la famiglia al Pci. Era però un comunista sui generis col mito dei liberal americani. Walter succhiò da lui diverse cose, tra cui la fissa per i Kennedy. Valerio a 25 anni stava per diventare capo della Fgci, i giovani comunisti. All’ultimo, gli fu preferito uno più controllabile. Si disamorò e piantò il Pci per gli affari. Walter gli subentrò anguillesco nei ruoli di partito.
Paziente e obbediente fece tutta la trafila. Capo della Fgci romana, deputato nell’87, vicepresidente del Consiglio del governo Prodi nel '96, segretario dei ds nel '98. Guidava lui il partito quando Berlusconi vinse nel 2001. Non ne fece una malattia, né si è mai lasciato andare a insulti al Cav, tipo Fassino & co. Di sette vite come i mici, cominciò a deliziare i romani dal Campidoglio con maratone, notti bianche, concerti e spaghettate.
Questa ideologia dei circensi è l’accumulo dei suoi prudenti amori e delle sue futili esperienze. Berlinguerismo, kennedismo, canzonette, film, Juventus, mal d’Africa e «krapfen», la ciambella dolce, che fa il paio con l’analoga passione per la Sachertorte del regista Nanni Moretti, suo amico per la pelle. Sempre amabile, Walter non ha mai contraddetto nessuno. Se è in disaccordo, si limita a fissare l’interlocutore con uno sguardo da pesce bollito di insuperabile mitezza.
Detesta le battaglie. Un episodio per tutti. Quando nel '94 fu defenestrato, Achille Occhetto per ostacolare Max D’Alema spinse Walter a contendergli la segreteria. «Devi batterti», gli raccomandò. Walter, invece, alla prima difficoltà si ritirò. Da allora, Achille non gli parla. Ma parlandone, dice: «Veltroni? Un leone!». Tre parole che sono il suo ritratto.



giovedì, maggio 10, 2007

Di mese in mese

E' di nuovo un mese che non scrivo.....manco a farlo apposta. Ne succedono di cose....belle e brutte naturalmente. Un amico all'ospedale, un nuovo presidente francese, di destra per giunta; un asilo in cui non si sa cosa sia successo, un Governo sempre più ridicolo se non fosse che ci rimettiamo tutti e che mi mette in imbarazzo su come ridicolizzarlo tanto che alla fine ci rinuncio perchè è già ridicolo abbastanza. Una Milano da bere malgrado un milione di cinesi imbizzarriti che dettano legge a suon di cartamoneta e proiettili. Un' inflazione ai minimi storici (sulla carta) ma che in realtà è più del doppio di quella dichiarata e trita le famiglie più povere spesa dopo spesa, pieno dopo pieno. Una città piena di SUV e macchine da 50.000 € e di immigrati che gli lavano i vetri ai semafori nei primi giorni di caldo primaverile intervallato da temporali in stile tropicale. 7 gol incassati dal Manchester United e 6 rifilati ai ridicoli Campioni d'Italia di Tronchetti Provera (il furbo) e di Moratti (il fesso). Proprio lui, il Tronchetto, per dirla con Beppe Grillo, (un grande malgrado la deriva anarchico-qualunquistica che lo attanaglia e gli ottenebra la mente malgrado sia ad un passo dalla luce della verità assoluta), l'uomo grigio che ha ridotto la Telecom a brandelli facendola pagare a noi e costruendo con giri di denaro inenarrabili le sue fortune e quelle della squadra del suo amichetto nel campionato di calcio più taroccato del mondo. La procura di Napoli sigla il rinvio a giudizio di Moggi (oddio!!! fa ancora paura solo a nominarlo) e dei suoi sodali. Ma i suoi lacchè sono tuttora ai loro posti, ben nascosti, ma ancora lì (attendiamo fiduciosi). RAI nel caos. Risiko bancario in fluida evoluzione, FAMILY DAY incombente, ALITALIA chi se la piglierà? Farà la fine della "Sora Camilla"?

Bah, non mi viene in mente nient'altro e vado a dormire....certo con questo quadretto che ho fatto dovrei andare all'aeroporto e fare un biglietto di sola andata per la Polinesia, altro che a letto!

giovedì, aprile 12, 2007

Pikkonata

E' un mese che non scrivo a causa di pressanti impegni di lavoro ma mi sono tenuto comunque aggiornato astenendomi dal commentare. Abbiamo visto lo schifo di Telecom e la scandalosa gestione del sequestro Mastrogiacomo con , sullo sfondo, l'azione "fiancheggiatrice del terrorismo" di Emergency come affermano i servizi segreti afghani.

Oggi credo che le dichiarazioni dell'ex Presidente Cossiga siano veramente degne di nota perciò le riporto integralmente così come apparse su Dagospia.

COSSIGA: NOSTRA POLITICA ESTERA CI SALVA DA ATTACCHI… (Agi) - "Non condivido assolutamente il giudizio formulato da apparati di Stato -dichiara il senatore Francesco Cossiga - che l'Italia corra pericoli per mano del cosi' detto "terrorismo islamico". L'Italia corre pericoli meno di qualunque altro Paese! Anzi non ne corre alcuno, salvo che per eventuali obiettivi "ebrei e crociati".
Fa scudo al nostro Paese la nostra chiara tolleranza verso le centrali di Al Qaeda in Italia, manifestata dalla totale e volontaria sottovalutazione da parte delle nostre autorita' di polizia della propaganda cosi' detta "terrorista" filo-Al Qaeda che gli imam svolgono in alcune moschee, e della ridicolizzazione che viene fatta della documentazione esibita da qualche giornalista! Inoltre Al Qaeda tiene bene conto che le unita' non "militari", ma di "militari", in Afghanistan svolgono esclusivamente compiti civili di incremento della silvicoltura e di distribuzione di gallette e di scatolette di tonno e carne, ma si mantengono rigidamente neutrali tra le forze operative della Nato e le forze dei Talebani cui Al Qaeda e' alleata.

Ben sa inoltre Al Qaeda che le unita' militari schierate nei ranghi dell'Unifil nel Sud del Libano, non sono li' per controllare o contrastare gli Hezbollah, altra forza della Rivincita islamica, ma per sorvegliare le Forze di Difesa Israeliane e impedirgli di controllare o evitare il riarmo degli Hezbollah. Certo molto difende l'Italia la politica antiamericana e antiisraeliana del nostro Governo e il sostengo che esso da' agli Hezbollah ed a Hamas. Ma non dobbiamo passare il limite! Non possiamo piu' per molto tempo rimanere ne' in Afghanistan ne' nel Libano.
E' imprudente assai che le nostre autorita' esprimano solidarieta' a governi infedeli di paesi che fanno parte dell'Umma, e condannino come "terroristiche" azioni di guerra del "grande movimento religioso e nazionale di Rivincita Islamica" Al Qaeda, ispirato e guidato dal gran condottiero Osama Bin Laden, che Allah lo protegga! E quando scoppiera' il conflitto nel Kossovo faremo bene ad andare via o a schierarci in armi a favore degli albanesi mussulmani contro gli ortodossi serbi e i cattolici croati".


domenica, marzo 11, 2007

Le porte di fuoco

E' in uscita al cinema un film intitolato 300.

Narra le gesta dei 300 soldati spartani che tennero testa al più grande esercito della storia antica, quello dei Persiani guidati da Serse, nell'epica battaglia delle Termopili.
L'anno scorso ho letto un bellissimo romanzo a riguardo, intitolato LE PORTE DI FUOCO di Steven Pressfield ed è veramente un capolavoro nel suo genere.

A questo link è possibile leggere una recensione del libro.

http://www.bluedragon.it/biblioteca/portedifuoco.htm

Questo è il link ufficiale del film

http://wwws.warnerbros.it/300/


Se non ci fosse stato il loro eroico sacrificio, tutta la civiltà greca sarebbe stata cancellata ed assogettata a quella orientale. Di conseguenza, forse l'Impero Romano, l'Italia, l'intera civiltà occidentale non sarebbe mai esistita.

martedì, marzo 06, 2007

Voilà les Loups!

La ROMA fra le 8 migliori squadre d'Europa.

Che serata, che partita: il cuore che batte sempre di più, fino all'ultimo minuto quando si sa che ormai è fatta eppure ancora non ci credi, memore di tante delusioni passate.
Un velo d'orgoglio ricopre milioni di tifosi giallorossi per una prova sportiva nettamente al di sopra della media per di più contro i francesi che cercavano una sorta di rivincita dopo i Mondiali.
L'Urbe è pronta per aprire un nuovo ciclo nel calcio.


DAJE ROMA, DAJE!



giovedì, marzo 01, 2007

Il passero solitario

Come avevo pronosticato, Prodi non è una Fenice ma solo un passero che aspetta di essere definitivamente impallinato.

Ieri sera ha ottenuto la più scarna delle maggioranze politiche (1 voto + 4 senatori a vita) e di questo deve ringraziare Follini che, tradendo il mandato ricevuto dagli elettori di centrodestra, ha voltato gabbana passando con Prodi.

Il Prodi-Bis, peraltro, è solo un maldestro, seppur legittimo, tentativo di rimandare il voto.

Infatti la sinistra spera solo di resistere fino a che non sarà più possibile indire nuove elezioni politiche entro l'anno. Se si votasse a giugno sarebbe un plebiscito per il SuperNano. Il nuovo Governo ha le settimane contate, si tratterà solo di vedere l'agenda dei lavori parlamentari per sapere quando cadrà definitivamente. La scaltrezza del centrosinistra sarà tutta nel programmare le discussioni in aula rimandandole fino all'inverosimile perchè già 5 o 6 senatori hanno dichiarato in Parlamento di non essere disposti a votare SI sulle coppie di fatto, sull'Afghanistan e sulla riforma delle pensioni.

giovedì, febbraio 22, 2007

....e cenere ritornerai!

Nel cattolicissimo giorno delle Ceneri, del Governo Prodi rimane appunto solo la cenere. Dopo il martedì grasso (come la mortadella), la penitenza cancella uno dei Governi peggiori della storia Italiana, l'unico che sia caduto sulla politica estera esponendo la nazione al ridicolo di fronte all'opinione pubblica internazionale.

Il Governo degli ex-brigatisti, dei sodomiti, degli sfascia famiglie, dei paci-finti che bruciano le bandiere ed offendono i nostri caduti è storia ormai; il Governo delle tasse, della menzogna mediatica istituzionalizzata, dell'istigazione all'odio di classe che ci ha fatto tornare indietro di trent'anni durante la scorsa campagna elettorale, è carta straccia come il suo insulso Programma "Per il bene dell'Italia" (farneticante tomo di quasi 300 pagine che solo io ho avuto l'ardire di leggere).

Il Governo della più grande presa in giro della storia repubblicana ha la colpa di essere stato uno dei più brevi e dei più inconcludenti in una fase politico-storica in cui ci sarebbe stato bisogno di continuità e stabilità per far tornare a crescere l'economia, aiutare le famiglie e continuare a dare lustro al nostro paese di fronte al mondo. Il Governo appena caduto ha beffato i suoi stessi elettori ingannandoli su tutto. Come si sentiranno oggi tutti quelli che Berlusconi definì volgarmente COGLIONI? L'unico obiettivo di questi signori era cacciare Berlusconi, non governare l'Italia.

Questo Governo è durato 9 mesi ed 11 giorni, come una gestazione; ma ha partorito cenere.

Bene, di questa vergognosa parentesi rimane solo la cenere e se anche Prodi dovesse riuscire ad ottenere un secondo incarico da Napolitano, in cuor suo sa benissimo di non essere una Fenice.

sabato, febbraio 03, 2007

Tragedia figlia dei Media.

Sono arrabbiato davvero, è l'unica sensazione che riesco a decifrare in me per quanto è successo ieri sera a Catania. Se senti che un padre di famiglia, ispettore di Polizia, è stato ucciso da una bomba carta che gli è stata tirata dentro l'automobile durante i disordini fuori dello stadio pensi all'Iraq. E invece non è Baghdad, è Italia.

Nella notte, per giunta, sui muri di Livorno sono apparse scritte che esprimono soddisfazione per aver vendicato Carlo Giuliani (il no-global tragicamente ucciso negli scontri del G8 di Genova) ed incitano a ripetere l'omicidio di agenti.

La responsabilità di questo delitto e di tutto quanto succede da decenni dentro e fuori degli Stadi di calcio è di QUASI tutta la classe dirigente Italiana.
ELENCO DEI QUASI TUTTI:


  • dai politici ai vertici delle istituzioni fino ai portaborse;
  • dai dirigenti del CONI, a quelli della FIGC;
  • dai dirigenti delle aziende che sponsorizzano le squadre di calcio, ai Presidenti delle stesse;
  • dai dirigenti delle TV pubbliche, a quelli delle TV private;
  • dai giornalisti tuttora al soldo di Moggi, a quelli che aspirano a diventarlo;
PERCHE' PER TUTTI COSTORO, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, IL CALCIO E' UN MODO PER FAR SOLDI E NON GLIENE FREGA NULLA SE CI SCAPPA IL MORTO.

Indro Montanelli nel 1968 scrisse un mirabile pezzo sull'argomento tifo violento e becero negli stadi di calcio, che a rileggerlo oggi sembra scritto martedì scorso.

Perchè dò la colpa a queste categorie lo voglio spiegare chiaramente.


  • i Politici perchè NON hanno mai avuto il fegato di fare leggi serie in materia per paura di perdere voti perchè, specie a livello locale, il consenso dei tifosi è molto importante.
  • i dirigenti dello sport perchè sono marionette al soldo dei politici e dei grandi Club, fanno esclusivamente ciò che gli viene detto di fare, come ampiamente dimostrato da Calciopoli.
  • i dirigenti di Pirelli, Fiat, e di tutte le altre aziende che sponsorizzano il Calcio perchè sanno che il calcio violento, in campo e fuori, accende gli animi, "vende" di più e quindi continuano a consentire la sopravvivenza economica del "sistema" facendo affari d'oro.
  • i Presidenti delle squadre perchè non hanno il coraggio di far chiudere i fan club violenti per paura di ritorsioni e contestazioni, ed, anzi, in alcuni casi usano le frange violente della tifoseria per cacciare allenatori e giocatori sgraditi. Unica eccezione di rilevo, ed a me che sono romanista costa molto ammetterlo, è il presidente della Lazio Lotito che da tempo gira con la scorta perchè ha denunciato i tifosi violenti.
  • i vertici delle TV perchè consentono trasmissioni spazzatura come Il Processo di Biscardi o Controcampo dove gli scontri verbali (organizzati prima) e l'utilizzo strumentale della moviola (in tal caso falsata appositamente) eccitano i tifosi e li incollano allo schermo.
  • i giornalisti (pennivendoli) al soldo di chiunque li paghi per scrivere contro chiunque e qualsiasi cosa e per tacere su ciò che sanno, non vedere ciò che vedono tutti e raccontare balle agli ignari telespettatori seduti in poltrona.
Soprattutto su quest'ultima categoria affiancata negli ultimi anni dalla figura del commentatore
c'è da dire molto.
Calciopoli è stato solo un sogno o c'è stata veramente? Non sarà che siccome abbiamo vinto il Mondiale siamo tutti più buoni e ce ne siamo dimenticati?
Non è che abbiamo dimenticato che almeno Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina, Arezzo, Reggina hanno falsato, corrotto, imbrogliato per anni ed anni?
No, perchè ieri mi è sembrato di aver letto che qualche pennivendolo ha avuto la sfacciataggine di chiedere pareri sull'accaduto a Moggi. Ma lo sanno anche le pietre che proprio Moggi, come molti altri, controlla i gruppi Ultras di varie squadre, non solo della Juve, regalando biglietti, accrediti, concedendo favori di ogni tipo in cambio dello striscione o del coro giusto al momento giusto.
Come può essere che il pennivendolo lo ignori?
E l'Ordine dei Giornalisti ha già dimenticato quanto emerso dalle intercettazioni di Calciopoli?
E Lamberto Sposini, Aldo Biscardi, Franco Melli e tutta la schiera dei servi di Moggi che attaccavano i suoi nemici a comando sono stati puniti? Quand'è che un giornalista merita la radiazione. Un giornalista che scrive a comando è come un picciotto di Al Capone. Fa ciò che il suo Boss gli ordina. Altrimenti sono guai.

Ed è questo il punto. La gran parte della categoria dei giornalisti in questo paese si comporta proprio così. E questo è vero nel calcio, come in finanza ed in politica.
L'editore o il capo redattore indica il bersaglio e il pennivendolo giù a scrivere. Il giornalista non è quindi una testa pensante che indaga e scova il marcio in tutti i settori, denunciandolo e portandolo a conoscienza dell'opinione pubblica ma, anzi, è colui che insabbia i fatti, li distorce disinformando il pubblico e loda pubblicamente i responsabili del malaffare. Come è possibile che Il Corriere della Sera abbia due edizioni sportive una di Roma ed una di Milano e dopo Milan-Roma racconti due verità opposte? Se non fosse drammatico sarebbe ridicolo.
Ed invece è drammatico perchè questo veleno mediatico inquina soprattutto le menti dei più giovani, sia emarginati cresciuti in realtà difficili e con famiglie assenti che figli di stimati professionistie cresciuti nelle cosiddette buone famiglie.

L'informazione, a tutti i livelli, in Italia è solo business, della verità non frega più nulla a nessuno!

mercoledì, gennaio 24, 2007

Governo Puzzle

L'attuale Governo è come un Puzzle, solo che i pezzi non combaciano.
Sono pezzetti incompatibili tra di loro perchè sono di sagoma differente, di spessore diverso, di materiale disomogeneo e tutto ciò fa male all'Italia. Altro che "Per il bene dell'Italia" come recitava il ridicolo ed illegibile programma del centrosinistra alle ultime elezioni. Chi, come me ha perso tempo prezioso per leggerselo, aveva capito che era una presa in giro (grave) degli elettori perchè c'era scritto tutto, il contrario di tutto e per di più, in modo equivoco e vago, senza mai scendere nei dettagli.
Berlusconi nel 2001 aveva escogitato il Contratto con gli Italiani. Un solo foglio, 5 punti principali, un "coup de teatre" nel salotto di Bruno Vespa. Era una forzatura in senso opposto, però ad andare a leggere il programma vero, un pò di sostanza c'era davvero.

Tornando ai nostri eroici antiberlusconiani pezzi-di-puzzle del Governo, ormai pare proprio che neanche l'odio per il SuperNano di Arcore riesca più a tenerli insieme. Lite furibonda su qualsiasi cosa. Cito solo le ultime:
  1. Rifinanziamento della missione in Afghanistan
  2. Coppie di fatto
  3. Allargamento base USA di Vicenza
Il Governo-Puzzle deve cadere se non ha i voti necessari. E' finito il tempo della fiducia sulla finanziaria passata solo grazie ai voti dei Senatori a vita (scandalo planetario).

Se il centro destra vota col centrosinistra (salvandolo ancora una volta come ai tempi della missione nei Balcani), giuro che alle prossime elezioni voto per Topolino!

sabato, gennaio 13, 2007

Che birbone!



"Ho promesso di stanziare 100 miliardi di euro per il mezzogiorno!........ he he ......che furbo che sono.....così mi votan tutti .......ahhhh come sono serio quando faccio le riforme........per il bene dell'Italia...ma sì...tanto anche se la mafia se ne mangia la metà chi vuoi che se ne accorga....l'importante, come dicevo prima, è essere SERI.....che birbone che sono!"

domenica, gennaio 07, 2007

Segreti Comunisti

Si è dimesso oggi Mons. Wielgus l'Arcivescovo di Varsavia che aveva recentemente ammesso di aver collaborato con i servizi segreti comunisti polacchi 30 anni fa.
Noi invece in Italia i comunisti ce li abbiamo al Governo oggi e sono ben occupati a tenere segreti i nomi dei loro compagni (al Governo e non) che collaboravano col KGB fino a 15 anni fa.
I vari polveroni mediatici a cui abbiamo assistito su Litvinenko (la spia russa avvelenata col Polonio 210 a Londra) e Mario Scaramella, consulente della Commissione Mitrokhin, ora recluso ed accusato di qualsiasi cosa, servono a far confusione e a depistare l'opinione pubblica dal nocciolo della questione. Fra i politici della sinistra Italiana si annidano tuttora alcuni TRADITORI DELLA PATRIA.

giovedì, gennaio 04, 2007

Provateci prima coi cinesi!

Facile fare i moralisti ora dopo l'esecuzione di Saddam e Massimo D'Alema fa il buono facendosi portavoce del movimento indignati dell'ultima ora.
Solo ora che gli odiati americani hanno consegnato il boia Saddam ai suoi carnefici e che il poverino è spirato mentre veniva deriso dai nipoti di coloro che aveva massacrato con il gas, la sinistra italiana (e quella mondiale) si decide a proporre una moratoria contro la pena di morte.
Personalmente non sono d'accordo, ma se hanno davvero coraggio morale e civile, comincino a convincere la Repubblica Popolare Cinese!

lunedì, gennaio 01, 2007

I have a dream!

Ho un sogno che sembra francamente impossibile ma che vale la pena di raccontare.

Giravo per Roma in auto e mi fermavo al semaforo in corrispondenza delle strisce. Mentre i pedoni attraversavano, con lo sguardo cercavo qualcuno che potesse pulirmi il parabrezza che era molto sporco. Nulla, e con me non avevo neanche dei fazzolettini. I marciapiedi erano stati puliti durante la notte, non c'erano cartacce in terra ed i cassonetti erano vuoti e tutti ordinatamente allineati.
Riparto con un attimo di ritardo rispetto al verde, assorto com'ero in queste osservazioni e, stranamente, nessuno suona il clacson. Arrivo nei pressi dell'ufficio, parcheggio nelle striscie bianche del più grande parcheggio multipiano gratuito della Capitale, dove un tempo c'era un centro sociale e vado a comprare il giornale. I bambini davanti alla scuola strillano come matti e si divertono a rincorrersi sul largo e pulito marciapiede e calpestando qualche aiuola.
Passando davanti al mercato, sui banchi leggevo i prezzi chiaramente scritti sui cartellini in euro e in lire e qualche venditore, con la sua divisa ecologica, mi invitava all'acquisto in dialetto romanesco. Più in là, una bella multa troneggiava sul parabrezza di un'auto parcheggiata in doppia fila. Alla fermata dell'autobus, coperta, riscaldata e con la radio, erano seduti alcuni anziani tra cui due vecchietti apparentemente marito e moglie che si tenevano per mano.
Mi fermai a fare colazione al bar ed aprii il giornale. In prima pagina c'erano le foto dello sgombero dell'ultimo campo nomadi che era rimasto a Roma e che era stato effettuato il giorno prima. La cronaca parlava di rapine e di arresti dei responsabili. La pagina politica non riportava fatti eclatanti ma solo l'elenco delle assurde leggi fatte dal precedente Governo, poi caduto a causa delle sue insanabili contraddizioni interne, e che erano state cancellate dal nuovo Governo che aveva ripristinato l'ordine, la legalità, la sicurezza nelle città e difeso i valori fondanti della società civile tutelando la famiglia ed i valori cristiani.

Anche Martin Luther King fece un sogno pressappoco uguale, speriamo solo di non dover aspettare e pagare tanto perchè si avveri anche il mio.