giovedì, febbraio 22, 2007

....e cenere ritornerai!

Nel cattolicissimo giorno delle Ceneri, del Governo Prodi rimane appunto solo la cenere. Dopo il martedì grasso (come la mortadella), la penitenza cancella uno dei Governi peggiori della storia Italiana, l'unico che sia caduto sulla politica estera esponendo la nazione al ridicolo di fronte all'opinione pubblica internazionale.

Il Governo degli ex-brigatisti, dei sodomiti, degli sfascia famiglie, dei paci-finti che bruciano le bandiere ed offendono i nostri caduti è storia ormai; il Governo delle tasse, della menzogna mediatica istituzionalizzata, dell'istigazione all'odio di classe che ci ha fatto tornare indietro di trent'anni durante la scorsa campagna elettorale, è carta straccia come il suo insulso Programma "Per il bene dell'Italia" (farneticante tomo di quasi 300 pagine che solo io ho avuto l'ardire di leggere).

Il Governo della più grande presa in giro della storia repubblicana ha la colpa di essere stato uno dei più brevi e dei più inconcludenti in una fase politico-storica in cui ci sarebbe stato bisogno di continuità e stabilità per far tornare a crescere l'economia, aiutare le famiglie e continuare a dare lustro al nostro paese di fronte al mondo. Il Governo appena caduto ha beffato i suoi stessi elettori ingannandoli su tutto. Come si sentiranno oggi tutti quelli che Berlusconi definì volgarmente COGLIONI? L'unico obiettivo di questi signori era cacciare Berlusconi, non governare l'Italia.

Questo Governo è durato 9 mesi ed 11 giorni, come una gestazione; ma ha partorito cenere.

Bene, di questa vergognosa parentesi rimane solo la cenere e se anche Prodi dovesse riuscire ad ottenere un secondo incarico da Napolitano, in cuor suo sa benissimo di non essere una Fenice.

sabato, febbraio 03, 2007

Tragedia figlia dei Media.

Sono arrabbiato davvero, è l'unica sensazione che riesco a decifrare in me per quanto è successo ieri sera a Catania. Se senti che un padre di famiglia, ispettore di Polizia, è stato ucciso da una bomba carta che gli è stata tirata dentro l'automobile durante i disordini fuori dello stadio pensi all'Iraq. E invece non è Baghdad, è Italia.

Nella notte, per giunta, sui muri di Livorno sono apparse scritte che esprimono soddisfazione per aver vendicato Carlo Giuliani (il no-global tragicamente ucciso negli scontri del G8 di Genova) ed incitano a ripetere l'omicidio di agenti.

La responsabilità di questo delitto e di tutto quanto succede da decenni dentro e fuori degli Stadi di calcio è di QUASI tutta la classe dirigente Italiana.
ELENCO DEI QUASI TUTTI:


  • dai politici ai vertici delle istituzioni fino ai portaborse;
  • dai dirigenti del CONI, a quelli della FIGC;
  • dai dirigenti delle aziende che sponsorizzano le squadre di calcio, ai Presidenti delle stesse;
  • dai dirigenti delle TV pubbliche, a quelli delle TV private;
  • dai giornalisti tuttora al soldo di Moggi, a quelli che aspirano a diventarlo;
PERCHE' PER TUTTI COSTORO, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, IL CALCIO E' UN MODO PER FAR SOLDI E NON GLIENE FREGA NULLA SE CI SCAPPA IL MORTO.

Indro Montanelli nel 1968 scrisse un mirabile pezzo sull'argomento tifo violento e becero negli stadi di calcio, che a rileggerlo oggi sembra scritto martedì scorso.

Perchè dò la colpa a queste categorie lo voglio spiegare chiaramente.


  • i Politici perchè NON hanno mai avuto il fegato di fare leggi serie in materia per paura di perdere voti perchè, specie a livello locale, il consenso dei tifosi è molto importante.
  • i dirigenti dello sport perchè sono marionette al soldo dei politici e dei grandi Club, fanno esclusivamente ciò che gli viene detto di fare, come ampiamente dimostrato da Calciopoli.
  • i dirigenti di Pirelli, Fiat, e di tutte le altre aziende che sponsorizzano il Calcio perchè sanno che il calcio violento, in campo e fuori, accende gli animi, "vende" di più e quindi continuano a consentire la sopravvivenza economica del "sistema" facendo affari d'oro.
  • i Presidenti delle squadre perchè non hanno il coraggio di far chiudere i fan club violenti per paura di ritorsioni e contestazioni, ed, anzi, in alcuni casi usano le frange violente della tifoseria per cacciare allenatori e giocatori sgraditi. Unica eccezione di rilevo, ed a me che sono romanista costa molto ammetterlo, è il presidente della Lazio Lotito che da tempo gira con la scorta perchè ha denunciato i tifosi violenti.
  • i vertici delle TV perchè consentono trasmissioni spazzatura come Il Processo di Biscardi o Controcampo dove gli scontri verbali (organizzati prima) e l'utilizzo strumentale della moviola (in tal caso falsata appositamente) eccitano i tifosi e li incollano allo schermo.
  • i giornalisti (pennivendoli) al soldo di chiunque li paghi per scrivere contro chiunque e qualsiasi cosa e per tacere su ciò che sanno, non vedere ciò che vedono tutti e raccontare balle agli ignari telespettatori seduti in poltrona.
Soprattutto su quest'ultima categoria affiancata negli ultimi anni dalla figura del commentatore
c'è da dire molto.
Calciopoli è stato solo un sogno o c'è stata veramente? Non sarà che siccome abbiamo vinto il Mondiale siamo tutti più buoni e ce ne siamo dimenticati?
Non è che abbiamo dimenticato che almeno Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina, Arezzo, Reggina hanno falsato, corrotto, imbrogliato per anni ed anni?
No, perchè ieri mi è sembrato di aver letto che qualche pennivendolo ha avuto la sfacciataggine di chiedere pareri sull'accaduto a Moggi. Ma lo sanno anche le pietre che proprio Moggi, come molti altri, controlla i gruppi Ultras di varie squadre, non solo della Juve, regalando biglietti, accrediti, concedendo favori di ogni tipo in cambio dello striscione o del coro giusto al momento giusto.
Come può essere che il pennivendolo lo ignori?
E l'Ordine dei Giornalisti ha già dimenticato quanto emerso dalle intercettazioni di Calciopoli?
E Lamberto Sposini, Aldo Biscardi, Franco Melli e tutta la schiera dei servi di Moggi che attaccavano i suoi nemici a comando sono stati puniti? Quand'è che un giornalista merita la radiazione. Un giornalista che scrive a comando è come un picciotto di Al Capone. Fa ciò che il suo Boss gli ordina. Altrimenti sono guai.

Ed è questo il punto. La gran parte della categoria dei giornalisti in questo paese si comporta proprio così. E questo è vero nel calcio, come in finanza ed in politica.
L'editore o il capo redattore indica il bersaglio e il pennivendolo giù a scrivere. Il giornalista non è quindi una testa pensante che indaga e scova il marcio in tutti i settori, denunciandolo e portandolo a conoscienza dell'opinione pubblica ma, anzi, è colui che insabbia i fatti, li distorce disinformando il pubblico e loda pubblicamente i responsabili del malaffare. Come è possibile che Il Corriere della Sera abbia due edizioni sportive una di Roma ed una di Milano e dopo Milan-Roma racconti due verità opposte? Se non fosse drammatico sarebbe ridicolo.
Ed invece è drammatico perchè questo veleno mediatico inquina soprattutto le menti dei più giovani, sia emarginati cresciuti in realtà difficili e con famiglie assenti che figli di stimati professionistie cresciuti nelle cosiddette buone famiglie.

L'informazione, a tutti i livelli, in Italia è solo business, della verità non frega più nulla a nessuno!