Nella notte, per giunta, sui muri di Livorno sono apparse scritte che esprimono soddisfazione per aver vendicato Carlo Giuliani (il no-global tragicamente ucciso negli scontri del G8 di Genova) ed incitano a ripetere l'omicidio di agenti.
La responsabilità di questo delitto e di tutto quanto succede da decenni dentro e fuori degli Stadi di calcio è di QUASI tutta la classe dirigente Italiana.
ELENCO DEI QUASI TUTTI:
- dai politici ai vertici delle istituzioni fino ai portaborse;
- dai dirigenti del CONI, a quelli della FIGC;
- dai dirigenti delle aziende che sponsorizzano le squadre di calcio, ai Presidenti delle stesse;
- dai dirigenti delle TV pubbliche, a quelli delle TV private;
- dai giornalisti tuttora al soldo di Moggi, a quelli che aspirano a diventarlo;
Indro Montanelli nel 1968 scrisse un mirabile pezzo sull'argomento tifo violento e becero negli stadi di calcio, che a rileggerlo oggi sembra scritto martedì scorso.
Perchè dò la colpa a queste categorie lo voglio spiegare chiaramente.
- i Politici perchè NON hanno mai avuto il fegato di fare leggi serie in materia per paura di perdere voti perchè, specie a livello locale, il consenso dei tifosi è molto importante.
- i dirigenti dello sport perchè sono marionette al soldo dei politici e dei grandi Club, fanno esclusivamente ciò che gli viene detto di fare, come ampiamente dimostrato da Calciopoli.
- i dirigenti di Pirelli, Fiat, e di tutte le altre aziende che sponsorizzano il Calcio perchè sanno che il calcio violento, in campo e fuori, accende gli animi, "vende" di più e quindi continuano a consentire la sopravvivenza economica del "sistema" facendo affari d'oro.
- i Presidenti delle squadre perchè non hanno il coraggio di far chiudere i fan club violenti per paura di ritorsioni e contestazioni, ed, anzi, in alcuni casi usano le frange violente della tifoseria per cacciare allenatori e giocatori sgraditi. Unica eccezione di rilevo, ed a me che sono romanista costa molto ammetterlo, è il presidente della Lazio Lotito che da tempo gira con la scorta perchè ha denunciato i tifosi violenti.
- i vertici delle TV perchè consentono trasmissioni spazzatura come Il Processo di Biscardi o Controcampo dove gli scontri verbali (organizzati prima) e l'utilizzo strumentale della moviola (in tal caso falsata appositamente) eccitano i tifosi e li incollano allo schermo.
- i giornalisti (pennivendoli) al soldo di chiunque li paghi per scrivere contro chiunque e qualsiasi cosa e per tacere su ciò che sanno, non vedere ciò che vedono tutti e raccontare balle agli ignari telespettatori seduti in poltrona.
c'è da dire molto.
Calciopoli è stato solo un sogno o c'è stata veramente? Non sarà che siccome abbiamo vinto il Mondiale siamo tutti più buoni e ce ne siamo dimenticati?
Non è che abbiamo dimenticato che almeno Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina, Arezzo, Reggina hanno falsato, corrotto, imbrogliato per anni ed anni?
No, perchè ieri mi è sembrato di aver letto che qualche pennivendolo ha avuto la sfacciataggine di chiedere pareri sull'accaduto a Moggi. Ma lo sanno anche le pietre che proprio Moggi, come molti altri, controlla i gruppi Ultras di varie squadre, non solo della Juve, regalando biglietti, accrediti, concedendo favori di ogni tipo in cambio dello striscione o del coro giusto al momento giusto.
Come può essere che il pennivendolo lo ignori?
E l'Ordine dei Giornalisti ha già dimenticato quanto emerso dalle intercettazioni di Calciopoli?
E Lamberto Sposini, Aldo Biscardi, Franco Melli e tutta la schiera dei servi di Moggi che attaccavano i suoi nemici a comando sono stati puniti? Quand'è che un giornalista merita la radiazione. Un giornalista che scrive a comando è come un picciotto di Al Capone. Fa ciò che il suo Boss gli ordina. Altrimenti sono guai.
Ed è questo il punto. La gran parte della categoria dei giornalisti in questo paese si comporta proprio così. E questo è vero nel calcio, come in finanza ed in politica.
L'editore o il capo redattore indica il bersaglio e il pennivendolo giù a scrivere. Il giornalista non è quindi una testa pensante che indaga e scova il marcio in tutti i settori, denunciandolo e portandolo a conoscienza dell'opinione pubblica ma, anzi, è colui che insabbia i fatti, li distorce disinformando il pubblico e loda pubblicamente i responsabili del malaffare. Come è possibile che Il Corriere della Sera abbia due edizioni sportive una di Roma ed una di Milano e dopo Milan-Roma racconti due verità opposte? Se non fosse drammatico sarebbe ridicolo.
Ed invece è drammatico perchè questo veleno mediatico inquina soprattutto le menti dei più giovani, sia emarginati cresciuti in realtà difficili e con famiglie assenti che figli di stimati professionistie cresciuti nelle cosiddette buone famiglie.
L'informazione, a tutti i livelli, in Italia è solo business, della verità non frega più nulla a nessuno!
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