lunedì, luglio 24, 2006

Bisogna fare causa alle banche.

A seguito del mio POST del 26 maggio, trascrivo questo illuminante articolo che avvalora quanto scritto.

UNA E-MAIL INGUAIA UNICREDIT…

di Gianluca Paolucci per “La Stampa”

Negli atti dell’inchiesta sul crac Parmalat spunta una mail interna del gruppo Unicredit dove vengono forniti incentivi alla rete per collocare un bond di Collecchio che secondo la normativa poteva essere rivolto solo agli investitori professionali. Il ducumento, scrive l’agenzia Adn Kronos, è allegato ad una perizia commissionata dalla procura di Parma nell’ambito delle indagini sul crac del gruppo di Collecchio.Il bond in questione è una emissione da 300 milioni di euro emessa da Parmalat finance bv, una società di diritto olandese utilizzata dal gruppo per questo tipo di operazioni, nel marzo del 1999. E fa parte di una serie di emissioni per un totale di 390 milioni di euro finite nel grande buco dei Tanzi. L'emissione della prima tranche del bond da 300 milioni fu organizzata da Merrill Lynch con Unicredit come joint-lead manager a partire dal 26 febbraio 1999. L'importo inizialmente indicato era di circa 200-250 milioni e l'annuncio ufficiale fu dato ai mercati proprio il 9 marzo 1999, la stessa data della nota interna di Unicredit.Nel documento citato dall’agenzia, il consulente della procura di Parma si esprime con chiarezza: «In una nota interna di Unicredit del 9 marzo 1999 si rileva l'attivazione di una campagna incentivante di cessione dei titoli in offerta» anche se, nel capitolo «subscription and sale» (sottoscrizione e vendita) del documento che accompagna l'emissione (la cosiddetta «offering circular», l’equivalente del prospetto informativo previsto per emissioni di titoli destinati al mercato italiano), «viene chiaramente richiamato che i destinatari dell'offerta sono esclusivamente gli investitori professionali» e non la clientela retail.E in effetti l' «offering circular» specifica che «nessun'azione è stata o verrà intrapresa per vendere note (i bond inqeustione, ndr.) nella Repubblica Italiana» così «come indicato nel paragrafo 4.1 della risoluzione Consob n.6430 del 26 agosto 1992». La «campagna incentivante», definita così nel documento, prevedeva il pagamento alla rete «di commissioni totali dell’1,5% sul valore nominale dei titoli ceduti alla clientela». Il consulente della procura che ha redatto la perizia, Pietro Manaresi, nota la concomitanza temporale tra l’incasso della prima tranche del bond da parte di Parmalat - il 30 marzo 1999 - e il pagamento della prima tranche della somma prevista per l’acquisizione da parte di Parmalat della Eurolat, ceduta dal gruppo Cirio di Sergio Cragnotti - operazione al centro di una specifica inchiesta che coinvolge la Banca di Roma -, avvenuto in luglio.

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