L’Alitalia è una Compagnia aerea allo sbando. Dopo 30 anni di magna-magna avevamo pensato che la cura Cimoli, l’ex A.D. delle Ferrovie, avrebbe funzionato. E invece niente. Peggio di prima. Prigioniera di lotte intestine fra le corporazioni interne dei vari settori e delle Organizzazioni Sindacali che applicano freddamente l’arma del “divide et impera” l’Alitalia si avvia verso un declino senza fine, ridotta al ruolo di compagnia regionale.
Il Management di Alitalia usa gli sgherri dei sindacati per tenere a freno i lavoratori. A questo proposito è interessante leggere quanto riportato sull’enciclopedia riguardo alla tecnica del “divide et impera”:
…..Questa tecnica è applicabile solo se accompagnata da abilità e conoscenze politiche nei suoi campi specifici: scienze politiche, storia politica e psicologia generale e nella fattispecie politica. Comunque il "divide et impera" risulta applicabile e rende risultati soddisfacenti, soprattutto se applicato a società frammentate e frammentarie, coinvolte già in uno scenario d'equilibrio tra le tribù o le fazioni interne. Venne applicata soprattutto per l'amministrazione dei grandi imperi, che grazie ad essa riuscirono a controllare territori con forze armate esigue. Un esempio "moderno" del dividi e domina, si poteva veder applicato nell'impero coloniale britannico, più precisamente in India, dove, per difendere l'impero, utilizzavano marginalmente i loro eserciti, ma al contrario alimentavano le diatribe tra le tribù che combattevano l'una contro l'altra ignare che cosi facendo semplificavano il governo e il dominio dei britannici……
Così, pur con risultati di gestione disastrosi, il management è riuscito a restare in sella per anni e anni, dividendo i lavoratori in fazioni, usando la politica per dividerli in sindacati di destra di centro e di sinistra, di piloti, di AA.VV. e di personale tecnico di terra.
Inoltre, le disastrose scelte politiche che hanno portato alla creazione dell’HUB di Malpensa hanno paradossalmente rovinato la Compagnia di Bandiera perché l’hanno costretta a competere con le big del settore sul loro terreno. Se si fosse continuato a mantenere Roma come centro del business Alitalia, non saremmo mai arrivati al punto attuale. Infatti avendo perso la sfida sulle tratte europee e trans-oceaniche, l’Alitalia si è trovata a dover ripiegare su rotte minori per sopravvivere. Tratte come Roma-Tirana, Roma-Sofia, Roma-Bucarest, Roma-Tripoli, non sono all’altezza dei voli degli anni 70 e 80, quando l’Alitalia volava con successo da Roma nelle grandi città del mondo come Los Angeles, Rio, Tokio, Bangkok, Sydney, Johannesburg.
Da e per Roma diretto ci sono solo voli settimanali per New York e per Tokio. Cercare di ritagliare per Alitalia un ruolo di vettore Leader per Mediterraneo ed Est Europa non servirà a nulla.
Tornando alla disputa Fiumicino-Malpensa che, a mio avviso, è uno dei problemi principali, vorrei sapere una cosa: ma un passeggero che viene in Italia da qualsiasi parte del mondo, secondo voi, preferisce atterrare a Roma o nella nebbiosa e fredda pianura padana?
Anche dal punto di vista degli aeromobili la Compagnia, coi conti in perenne rosso, ha dovuto segnare il passo: su un totale di 179 aeromobili non ci sono più nè B747, né MD11 per le lunghe rotte ma solo aerei atti al medio raggio, con solo dieci B777 e tredici B767 pari al 13% della flotta. Ad esempio Air France su un totale di 377 aeromobili ha ben cinquantuno B747 e trentacinque B777 pari al 23% della flotta ed è in attesa di dieci A380, il nuovo gigante dei cieli.
Parliamo del Management? Mamma mia! Si è perso il conto del numero di dirigenti ed impiegati scalda-sedia che da decenni, negli uffici della Magliana rubano stipendi d’oro alle spalle della Compagnia, di chi ci lavora con fatica e degli Italiani che pagano le tasse. Ecco qui sotto un fulgido esempio di come tutt’ora vadano le cose:
Al 31.12.2004, Air France ha dichiarato un utile di 98.000.000,00 euro.
Al 31.12.2004, KLM ha dichiarato un utile di 261.000.000,00 euro
Al 31.12.2004, British Airways ha dichiarato un utile di 333.000.000,00 euro.
Al 31.12.2004, Alitalia ha dichiarato una perdita di 812.833.000,00 euro.
Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Spinetta, amministratore delegato di Air
France, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di 550.000,00 euro, un bonus di
160.000,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 29.583,00 euro.
Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Van Wijk, amministratore delegato di KLM, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di 653.709,00 euro, un bonus di 429.731,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 45.143,00 euro.
Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Rod Eddington, amministratore delegato di British Airways, nel 2004 ha ricevuto un compenso annuo di 517.813,00 euro, un bonus di
258.907,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 64.727,00 euro.
Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Giancarlo Cimoli, amministratore delegato e presidente di Alitalia, dal 6 Maggio al 31 Dicembre 2004 ha ricevuto un compenso di 1.522.996,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 190.375,00 euro.
PERCHE’????
Il trattamento degli AA.VV. poi, meriterebbe un capitolo a sé, per poter raccontare le centinaia di episodi sfavorevoli cui vengono sottoposti, come il “pendolarismo” (gente assunta a Milano ma residente a Roma) costretti a trasferte massacranti, senza diritto ai biglietti e senza precedenza sui voli. In pratica stanno cercando di farli andare via da soli, rendendo la loro vita lavorativa un inferno. Lo scopo non è autolesionistico come potrebbe a prima vista sembrare, bensì quello di un turnover del personale a favore degli AA.VV. cosiddetti stagionali che costano meno, lavorano sempre, non scioperano, non si ammalano quasi mai. Per giunta, poter eventualmente assumere a tempo determinato il figlio o la figlia di qualche personaggio importante è sempre un bel favore no?
Gli AA.VV. sono la parte più importante di una Compagnia Aerea per il semplice fatto che sono le persone che i passeggeri vedono, quelle con cui comunicano. Gli AA.VV. di Alitalia se fossero tutti uniti e decisi a far valere i loro diritti, potrebbero da soli mettere fine a questo sconcio.
Recentemente poi l’Alitalia ha perso l’importante rotta interna su Cagliari, una ulteriore beffa dopo il blocco all’acquisizione di Volare. I conti sono in coma profondo con l’indebitamento salito dello 0.5% a 944 MLN di euro. Il prezzo delle azioni in Borsa è calato nell’ultimo anno del 59%.
Basta?
martedì, giugno 06, 2006
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