E' assolutamente scandaloso che il primo atto del nuovo Presidente della Repubblica sia stato quello di concedere la grazia all'assassino del Commissario Calabresi. E' gravissimo che in uno Stato di diritto si possa dare la grazia, cioè concedere il perdono dello Stato, a chi ha ucciso con premeditazione, per motivi ideologici tesi a sovvertire lo Stato, un Servitore dello stesso. E' inaccettabile che si passi sopra al dolore di una famiglia che ha perso un padre ed un marito quando più ne aveva bisogno. E' vergognoso che il cosiddetto "atto di clemenza" venga rivolto, con chiaro intento politico, solo a chi gode di privilegi ideologici esclusivi della sinistra e non a quei tanti poveracci che, macchiatisi dello stesso reato senza essere "compagni che sbagliano", marciscono in carcere nell'indifferenza assoluta. E' vagamente Castrista che questo avvenga all'inizio della legislatura come per far capire che aria tira adesso che la sinistra ha occupato tutti, ma proprio tutti, i centri di potere, non ultimo il calcio. E' meschino che la stampa progressista abbia da anni strumentalizzato la malattia di Bompressi, a cui peraltro va tutta la solidarietà umana del caso, al fine di giustificarne ed auspicarne la grazia.
Migliore, più civile e più umano, sarebbe stato permettere a Bompressi, come a TUTTI quelli nelle sue condizioni di salute, di scontare la pena a casa o in ospedale qualora necessario. Si sarebbe creato un compromesso fra la giustizia, il dolore delle vittime, la dignità umana ed il rispetto per la malattia.
Un "Presidente di tutti" aveva detto Napolitano. Mi dispiace, ma se il buongiorno si vede dal mattino, questo sarà un Presidente di pochi, anzi, di pochissimi.
mercoledì, maggio 31, 2006
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