domenica, marzo 12, 2006

L’odio, unica motivazione.

Essere antifascisti nel 2006 è pura demagogia. Dal vocabolario - DEMAGOGIA=tecnica politica che consiste nell’ottenere l’appoggio del popolo eccitandone i sentimenti più irrazionali, come la paura o l’odio nei confronti di un nemico vero o immaginario.


Essere antifascisti oggi, è come essere antidinosauri.

Il Fascismo, ammesso che ci sia, non è più un pericolo per la democrazia perché usa modi democratici ed affronta temi sociali addirittura condivisi dalla sinistra. Personalmente credo che il Fascismo sia morto con Mussolini, con il suo cadavere appeso a testa in giù, a Piazzale Loreto, dai partigiani comunisti. Questi di oggi che si dichiarano al massimo neofascisti, in realtà sono un lontano ricordo dei fascisti che facevano le ronde manganellando gli oppositori di Mussolini. Si sono autoregolamentati e hanno accettato di portare avanti le loro idee, in modo democratico. E comunque sono meno dell’uno per cento. Anche se fa sempre effetto vedere un centinaio di nerboruti giovanotti che fanno il saluto romano, si deve riconoscere che lo fanno nel rispetto delle regole della democrazia. Manifestazione autorizzata, nessun cenno di violenza, solo slogan scanditi a gran voce. Bene, credo che le minoranze vadano sempre rispettate. Se permettiamo ai gay di sfilare seminudi ed esibire la loro diversità sessuale, permettiamo agli islamici di pregare sui marciapiedi ed intasare le strade, permettiamo ai transessuali di candidarsi alle elezioni (col nome da uomo) e di dire amenità in TV, dobbiamo quindi permettere ad una forza politica riconosciuta e legalizzata, anche se scomoda, di manifestare a sostegno delle proprie idee. Se ieri a Milano i NO GLOBAL (nella foto, un probabile futuro ministro dell’UNIONE) invece di fare la guerra, avessero contestato con grida, striscioni e la loro presenza massiccia, portato avanti i loro colori arcobaleno, chi avrebbe potuto obiettare qualcosa? Nel rispetto del prossimo e delle sue idee c’è la linfa della democrazia e del benessere di un Paese libero. Se si dissente dalle idee dell’avversario politico si deve al massimo gridare, non distruggere la città col fuoco.

Essere antifascisti oggi serve solo a ricordare un pericolo antico, con lo scopo di non far vedere il pericolo attuale.

Tutti i componenti della sinistra Italiana invece, mascherati dietro la ormai vuota e sterile parola antifascismo, sono sempre pronti alla violenza, all’aggressione fisica, all’intimidazione. E’ il loro DNA che li condiziona. Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani rappresentano il 20 per cento dell’Unione e quello che è successo ieri nel cuore di Milano è il loro biglietto da visita. La loro dottrina gli impone il dovere morale di sopprimere con qualsiasi mezzo gli avversari politici. Sono convinti che sia lecito. Ne sono convinti tutti intimamente ed in buona fede. Non sono ipocriti come Prodi, che è semplicemente un lobbysta che vuole sostituirsi a Berlusconi. Loro ci credono davvero. Ed è per questo che sono un pericolo per il Paese. Il fanatismo politico l’odio politico, che per decenni ha fatto vittime, si riaffaccia nelle strade. Più precisamente nei centri sociali, focolai di anarchia organizzata, pronti ad esplodere. Tutti i gruppi NO GLOBAL, Agnoletto, Caruso, Casarini, fanno riferimento alla sinistra parlamentare. Esattamente come negli anni ’70, quando una parte del PCI era assolutamente conscio di cosa facessero i vari gruppi extraparlamentari come Lotta Continua, Potere Operaio e da cui in seguito sono nati gruppi terroristici come Prima Linea e Brigate Rosse. Oggi, non 60 anni fa, i NO GLOBAL vengono usati dalla sinistra estrema per avere visibilità, per raccogliere voti alle prossime elezioni. Sono candidati a guidare il paese, ad andare in Parlamento. Poi, in televisione, tutti i vari capi partito sono pronti a condannare, a parole, i fatti. Ma in concreto chi sovvenziona i NO GLOBAL, chi gli dà il denaro? Chi gli dà le autorizzazioni per i centri sociali? Chi gli dà le informazioni ed il supporto per organizzare i Forum?

E quindi oggi, in Italia, considerato che, storicamente, il Comunismo ha fatto sei volte più vittime del Nazismo e del Fascismo messi insieme, non sarebbe più normale essere anticomunisti? Alla luce del fatto che i comunisti esistono ancora (Milosevic è morto ieri) in tutto il mondo e sono al potere in parecchi stati, opprimendo i cittadini ed uccidendo gli oppositori politici OGGI e non sessanta anni fa, non dovremmo stare attenti di più ai Comunisti che ai Fascisti? Visto che nelle loro dittature c’è la pena di morte, perché le manifestazioni si fanno solo contro gli USA? (che peraltro punisce pluriomicidi non gli oppositori). Visto che il 9 e 10 aprile sulle schede che avremo in mano nell’urna, ci sono partiti COMUNISTI col simbolo della falce e martello, non dovremmo aver più paura di loro? Ed infine, considerato che, attualmente, sono i comunisti che ci bruciano le auto, i negozi e tirano sampietrini mentre le mamme con i passeggini scappano terrorizzate, se proprio dobbiamo essere anti qualcosa….non è più coerente essere anticomunisti?

Dal momento che Prodi e Rutelli, che sono sicuramente democratici, si sono alleati con i comunisti che democratici non sono, come possiamo votarli e pretendere poi che vadano d’accordo?

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